martedì 21 giugno 2011

Disinformazione: quando i giornalisti puntano sul sensazionalismo (o non sanno proprio fare il loro mestiere).

Il Fatto Quotidiano se esce con un articolo, a firma di Adele Lapertosa, che già dal titolo è tutto un programma:

"Sclerosi multipla, in Italia la cura c’è, ma non per tutti".

Si suppone che una giornalista sappia la differenza tra "cura" e "trattamento farmacologico": la prima implica una guarigione, il secondo non necessariamente porta lo stesso risultato. I farmaci di cui parla nell'articolo rientrano nel secondo caso: tra l'altro, sono farmaci in uso da anni in tutt'Italia, con il SSN, e che non vengono dati a tutti i malati di SM per un piccolo, semplice motivo... non sono acqua fresca. Non si danno "al primo malato di sclerosi che passa", bisogna valutare il grado della malattia (che come ben sappiamo è estremamente variabile da malato a malato) ed il grado di pericolosità del farmaco: ritirato temporaneamente dalla sperimentazione in Italia nel 2005 dopo che 3 pazienti hanno sviluppato la Leucoencefalopatia Multifocale Progressiva, una grave infezione virale al cervello (la  PML ha colpito più di un centinaio di persone trattate con quel tipo di farmaco in tutto il mondo, non ha cura, è difficilmente distinguibile dalla SM come placche e sintomi ma rende invalidi più rapidamente, e soprattutto è mortale decisamente molto, molto più velocemente. Del tipo, su centotrenta casi accertati son già morte ventitrè persone, di solito entro i quattro mesi da quando insorge la malattia).
Che sia per questo che fanno firmare una liberatoria, per continuare a farti le flebo (una al mese) se superi un anno, e poi i due anni di trattamento, signora giornalista?
Rimane il fatto che il farmaco in questione ha molti effetti positivi e gran parte dei malati di Sclerosi Multipla sottoposti al trattamento ne traggono effettivo miglioramento: è fuor di dubbio, ma una giornalista dovrebbe quanto meno DOCUMENTARSI e VERIFICARE, prima di pubblicare un pezzo, su cosa siano i numeri e le percentuali che sta sparando, se è vero e perché "solo il 9% dei malati riceve con farmaci innovativi" e soprattutto, soprattutto, soprattutto evitare il sensazionalismo gratuito
Leggere quel "cura" nel titolo e nell'articolo è come masticare sabbia sotto i denti.

martedì 14 giugno 2011

Risollevata, almeno un po'.

L'ho cercata per due giorni, e finalmente oggi son riuscita a parlare con la dottoressa C. e spiegarle i nuovi sintomi che mi sento al volto, collo e testa da quando son stata dimessa ad oggi: esclude una ricaduta, mi ha spiegato con chiarezza che è difficile si tratti di un nuovo attacco o di un riattivarsi di nuove placche, dalle zone interessate che le ho descritto sarebbero troppe le zone attivate in contemporanea: dal cervello al tronco encefalico e più in giù ancora. È molto difficile che succeda una cosa simile, soprattutto essendo ancora sotto cortisone, mentre è quasi certo che si tratti di una reazione al cortisone stesso. In pratica è una "finta crisi", sintomi simili ma non dovuti alle crisi vere e proprie. Mi ha consigliato di assumere vitamina B12, cosa che ho sentito già da altri "sclerati" per i sintomi neuropatici, che dovrebbe portare giovamento e mi ha detto che secondo lei in pochi giorni dovrebbe rientrare tutto il "fastidio", chiedendomi di sopportare: non farebbe nient'altro, per non sovraccaricare l'organismo di farmaci non necessari.
Ora: c'è un abisso dal suo modo di spiegare a quello della dottoressa B. Innanzitutto mi ha molto tranquillizzata, mi ha spiegato molto bene il perché ed il percome non dovevo preoccuparmi e non poteva essere un altro attacco e soprattutto non mi ha fatto sentire una cogliona se mi sono spaventata e se ho chiesto informazioni "stupide": "Ci mancherebbe, signora" - ha detto - "lei cerchi di stare tranquilla, mi rendo conto che è una situazione disagevole e che lei non sappia che pesci pigliare: lei chieda sempre e man mano imparerà da sola a riconoscere cosa è una crisi da cosa non lo è."
Sì, decisamente c'è un abisso.

lunedì 13 giugno 2011

...e allora balliamo.

Non va bene.
Non va bene proprio per niente.
Una settimana in ospedale, boli di cortisone in vena, speravo che la "fucilata" funzionasse meglio. Che facesse come le altre volte, togliendomi i formicolii quasi subito, dopo le prime due-tre flebo, e che dopo tutte e cinque cominciassi a sentire i benefici generali.
Un par de palle: le zone insensibili sono ancora insensibili.
Devo essere onesta: il senso di "pressione", quello è sparito. Non c'è più la sensazione di respirare con un polmone solo, di avere tutto il lato sinistro del torace bloccato, con una mano che mi preme sulla scapola ed un'altra davanti, sul seno.
Ma tutto il resto, ancora, non è cambiato.
Ed è passata una settimana dalla dimissione.
La risonanza alla spina dorsale ha trovato circa sei lesioni midollari, ma nulla di attivo in questo momento: pare che questi sintomi siano quindi un riacutizzarsi di una placca "vecchia" e non il formarsi di una "nuova".
Ed anche qui girano le palle, perché ogni volta venire a scoprire così di aver danni "vecchi" qui e là mi urta. Magari, dico magari, eh?, facendomi la risonanza dappertutto un anno fa (o sei mesi fa, quando m'han fatto anche il tronco encefalico) si beccavano tali lesioni in fase acuta. Asintomatica, a quanto pare, ma acuta. Che poi, magari (dico sempre magari, eh?) tanto asintomatiche non erano. Magari qualche volta son anche saltata fuori a dire "c'è qualcosa che non va...".
E mi son sentita rispondere "mi sembra strano".
Magari.
Fin qui, quello che non va bene.
Ma (perché c'è sempre un "ma").
C'è qualcosa che va peggio.
C'è che torno dall'ospedale, e dopo un paio di giorni comincia a formicolarmi di nuovo il viso, a sinistra, una fascia vicino all'orecchio. Che prima s'era fatta sentire appena appena ed era sparita subito con le prime flebo di cortisone.
Che ora torna, insistente.
Che mi prende la parte alta dell'orecchio. Lo zigomo. La guancia. Il collo. La tempia. La testa.
Ogni giorno, un pezzettino di più.
Ed io sono ANCORA sotto cortisone.
Sto ancora prendendo le mie brave pastigliette.
Ed io comincio a non capirci più un cazzo.
Quindi ora richiamerò in ospedale, sperando che non mi passino la dottoressa B., ça va sans dire...

venerdì 27 maggio 2011

...e siamo ancora in ballo.

La scorsa settimana ho cominciato ad avvertire dei sintomi nuovi, questa volta al lato sinistro del corpo:
formicolio in una zona che va da sotto il seno fino a sotto la scapola. Ok, all'inizio sembrava "prurito", localizzato nella zona diciamo appena sotto della fascia del reggiseno... passa la giornata di giovedì, ogni tanto mi "accorgo" che c'è questo fastidio, ma nulla di più.
Venerdì la zona formicolante si allarga verso il basso ed è, appunto, formicolante e non più "pruriginosa".
Idem per sabato e domenica.
Nel frattempo mi accorgo che una zona del costato, subito sotto il seno, ed una buona parte della schiena ha una sensibilità molto ridotta.
"Ci risiamo, terzo attacco", mi dico.
Pensavo d'averlo avuto verso la fine del mese scorso-inizio di questo mese ma al controllo la dottoressa B. l'ha escluso: "è molto difficile che si verifichi tre volte di fila nella stessa zona, se le si sono riacutizzati i sintomi sarà il cambio di stagione. Lei poi è un po' suggestionabile, scusi se glielo dico... sarebbe ben strano se fosse un altro attacco così come è strano che sotto Lyrica all'improvviso le tornino i dolori da un giorno all'altro."
Va bene. Cioè, non mi va bene, ché quando mi visita la dottoressa B. io non mi trovo bene: le stesse cose dette dalla dottoressa C. suonano diversamente, le dice diversamente: non ti tratta come una deficiente se le dici una cosa che con la SM non c'azzecca nulla e ti spiega perché una cosa può o non può accadere, se tu sei fresca di malattia e non sai cosa cazzo ti sta succedendo.
Però, facciamo pure che "va bene".
Martedì sono andata a ritirare il Copaxone in ospedale ed ho riferito della "crisi/effetto collaterale" e dei nuovi sintomi con l'infermiera, che ha chiamato in reparto e mi ha spedita su a parlarne con la dottoressa C., arrivo su e... mi ritrovo con la dottoressa B. che mi attende per farmi una visita veloce.
Va bene. Grazie, in ogni caso, dato che mi fate una visita senza appuntamento.
Racconto dell'effetto collaterale e già lì mi cadono le balle per terra perché d'accordo che non riesco a spiegarmi bene, ma un minimo di quella roba... se dico "mi mancava il fiato e facevo fatica a respirare, mi si è chiusa la gola e la sentivo gonfia" e poi ti dico "dopo dieci minuti ho ricominciato a respirare" non è che ti sto dicendo che son rimasta in apnea per tutto quel tempo, trattenendo il fiato...
Lei mi fa "Cioè? come dopo dieci minuti? Signora, se stava dieci minuti senza respirare..."
Ma bruttamiseria, è piuttosto palese che intendessi "ho ricominciato a respirare bene, normalmente."
Ma va bene. Dovessi esser visitata ancora da lei (spero vivamente di no, chiederò espressamente di fare le visite con la dottoressa C.) vedrò di ricordarmi di spiegare le cose "extended version", dato che anche l'omissione di una sola parola, sottintesa, provoca reazioni da "ma che cazzo stai a dì?" con relativi toni e sguardi tra il "povera scema" ed il "inventane un'altra che questa non attacca".
Le parlo degli spasmi alla schiena, le chiedo da cosa possono essere stati provocati e risponde con un "ah, è la prima volta che sento di una reazione simile." e chiude l'argomento.
E va bene.
Le dico dei sintomi nuovi, che nel frattempo son peggiorati prendendo parte del fianco, mi visita, mi dice che il mio braccio è migliorato e che mi prenoterà una risonanza al midollo il prima possibile perché così "se vediamo che c'è un focolaio d'infiammazione iniziamo subito col cortisone, se invece non c'è niente cercheremo un'altra causa esterna alla malattia. Però mi sembra strano, perché da come dice lei è troppo circoscritto. Spero di poterla richiamare già domani, se c'è qualcosa di nuovo chiami lei qui in ospedale."
Oggi è venerdì, lei non s'è fatta sentire, di nuovo c'è che ora ho insensibile più di mezza tetta, tutto il costato fino alla pancia, tutto il fianco e la metà destra della schiena dalla spalla al rene, il formicolio è decisamente fastidioso ed è arrivato anche il senso di pressione/schiacciamento, ho chiamato in ospedale lasciando un messaggio alla dottoressa B. che è di guardia ma ancora non son riuscita non dico a sapere se e quando mi faranno "la risonanza il prima possibile" ma nemmeno a capire se questa mi prende sul serio o crede che sia una piangina che se si spezza un'unghia "oddio, sarà un sintomo della Sclerosi Multipla!!!".


Aggiornamento delle 16:42


Ho richiamato, non ha ricevuto alcun messaggio da parte mia ed essendo di guardia è molto incasinata "perciò se vuol essere sintetica, per cortesia... Io ho fissato la risonanza ma era libera solo molto in là, a fine giugno, non l'ho chiamata perché cercavo di anticiparla".
Sinteticamente e cortesemente, le ho spiegato che i sintomi progredivano.
"Senta, ma lei non vorrebbe fare un ricovero, così facciamo subito risonanza e cortisone? Perché ormai non c'è più alcun dubbio che sia un nuovo attacco..."
- Sinceramente non ho più alcun dubbio nemmeno io. Ma ricoverarmi una settimana per fare solo una flebo ogni mattina, quando potrei farla in day-hospital, mi risulta piuttosto scomodo: mio marito non può prendersi una settimana di ferie per stare a casa con nostro figlio e non è un ricovero necessario, altrimenti lo lascerei dai nonni e pazienza...-
"Senta, lei ci pensi su e ne parli con suo marito. Io cerco di anticipare la risonanza e la richiamo lunedì, poi vediamo se ricoverarla o se fare prima il cortisone e la risonanza poi."

E va bene...





domenica 22 maggio 2011

Copaxone - la prima "botta".

Ieri sera m'è arriva la prima "botta"/effetto collaterale pesante delle iniezioni di Copaxone.
Medici ed infermiere mi avevano detto che poteva accadere, avevo letto per bene foglietto illustrativo del farmaco, manualetto dell'autoiniettore e quant'altro, ero preparata e non mi sono spaventata più di quel tanto ma decisamente non è stata un'esperienza piacevole:
nemmeno un minuto dopo aver iniettato il farmaco ho cominciato a sentire un senso di costrizione al petto ed alla gola, mi mancava il fiato ed il cuore batteva a mille (palpitazioni o tachicardia, vai a capire la differenza), nausea e spasmi alla schiena, che arrivavano "ad ondate".
La respirazione e la "pressione" a gola e petto sono sparite in una decina di minuti, i battiti cardiaci si sono normalizzati in meno di mezz'ora ma gli spasmi alla schiena sono durati tre quarti d'ora buoni.
Una roba orrenda, mi sembrava d'esser tornata quando le contrazioni del parto mi avevano "preso alla schiena".
Mamme all'ascolto: sapete di che parlo.
Ora, però: m'avevan detto della mancanza di fiato, della tachicardia, vampate, rossori al viso, costrizione al torace... addirittura c'è chi ha usato, parlandomi di questo sintomo (piuttosto comune tra gli effetti collaterali del Copaxone) il termine "un piccolo pseudo-infarto", ma non mi aspettavo i dolori alla schiena: che siano dovuti alle palpitazioni/tachicardia? Mi era già successo durante alcuni attacchi di panico, episodi di tachicardia e gran fatica a respirare per dolore alla parte alta della schiena, ed anche in un paio di casi di incazzature stratosferiche, a livelli di "tenetemi ferma se no ammazzo qualcuno", però questa volta non è passato non appena si sono normalizzati i battiti... mah.
Martedì ho il ritiro bimestrale del farmaco, chiederò lumi alle infermiere (R. in particolare è preparatissima, simpatica e cordiale).
Nel frattempo, siccome so che spesso capita qualcuno da queste parti cercando con Google informazioni su questo farmaco: a voi è mai successo?

mercoledì 27 aprile 2011

Come lavora la Sclerosi Multipla? - ovvero: cerchiamo un po' di capirci qualcosa, parte seconda.

Sempre per la serie "io son di quelli che devono capire il perché ed il per come delle cose", ho cercato in questo quasi-anno di SM di capire meglio come funziona 'sta malattia bastarda.
Senza nessuna pretesa di indottrinamento, scrivo questo post: un breve riassunto per sommi capi, parlando "in stampatello" come avrei voluto che spiegassero a me cos'è la Sclerosi Multipla e com'è che "lavora".
É solo un "riassunto", senza nessun valore medico-scientifico, e certamente ci saranno delle omissioni: per approfondimenti, rimando ai link in fondo alla colonna Varie & Eventuali (sclerosi.org, ad esempio) o, per chi mastica bene l'inglese, qui.
Liberi di farmi notare eventuali errori e castronerie.


La Sclerosi Multipla, detta anche Sclerosi a Placche, è una malattia del Sistema Nervoso Centrale (cervello e midollo spinale, in pratica) che colpisce principalmente i giovani tra i venti ed i trent'anni, due volte di più le donne rispetto agli uomini.
É una malattia cronica (ce l'hai e te la tieni, per sempre), come vedremo quasi sempre progressiva (peggiora sempre di più) e invalidante (da livelli molto bassi, praticamente inesistenti, fino alla disabilità totale: sedia a rotelle, incapacità di muovere mani e braccia, problemi alla parola, incontinenze varie ed altre simpatiche cosette...).
É classificata come malattia autoimmune, cioè causata da un cattivo funzionamento del Sistema Immunitario che si accanisce contro il proprio corpo invece che solo contro quello che, normalmente, dovrebbe riconoscere come nocivo per l'organismo (come virus e batteri, ad esempio).
É classificata come malattia infiammatoria, perché quando il sistema immunitario attacca un'area del Sistema Nervoso Centrale (in pratica, crea una placca durante una crisi acuta, o poussée) provoca un'infiammazione come se lavorasse per combattere una qualsiasi infezione.
Neuroni
É classificata come malattia neurodegenerativa, perché alla fin fine le placche danneggiano irrimediabilmente il Sistema Nervoso Centrale: ci possono essere placche asintomatiche, ovvero senza sintomi, e magari puoi averne tante, così come puoi averne una ben piazzata che ti fa danni mica da ridere... dipende tutto da dove ti piglia, 'sta stronza.
É anche classificata come malattia demielinizzante, perché in sostanza quello che fa il Sistema Immunitario nel danneggiare il Sistema Nervoso Centrale non è altro che danneggiare la mielina che ricopre gli assoni delle cellule nervose e gli assoni stessi.
L'assone è una parte della cellula nervosa (o neurone), il "braccio" più lungo, dove passa l'impulso nervoso che porta gli ordini agli altri neuroni (che li ricevono con i dendriti).

Neuroni attaccati dal Sistema Immunitario
Già, ma che è la mielina?
Prendete un cavo elettrico, con il suo bel rivestimento di plastica: il nervo, l'assone, è il filo di rame dove passa l'elettricità (l'impulso nervoso). La mielina è il rivestimento di plastica, la guaina che ricopre l'assone.
Il rivestimento, però, non è continuo: è fatto "a salsicciotto", come se fosse una fila di salamini, intervallata da punti scoperti. Questi punti sono i "Nodi di Ranvier": l'impulso nervoso viaggia dentro l'assone, nel nervo coperto dalla guaina mielinica dritto sparato da un Nodo all'altro, bello veloce veloce.Se la guaina mielinica è danneggiata l'impulso nervoso non viaggia più correttamente dentro il nervo, si "disperde" (immaginate il cavo elettrico di prima però spelato qui e là, rosicchiato dai topi, che sprizza scintille come da tradizione cinematografica) e non arriva correttamente a destinazione.
Quando il sistema immunitario, più precisamente i Linfociti T  o meglio i linfoblasti "Cellule T" (che in condizioni normali si occupano, ad esempio, di distruggere le cellule infettate da robetta come staffilococchi e streptococchi) ed i monoblasti "Monociti" (che invece si occupano di eliminare fisicamente, mangiando, quel che i linfociti distruggono) decidono che la tua mielina è roba da eliminare, attaccano una o più zone del cervello o del midollo spinale (ma anche, molto spesso, dei nervi ottici), creando una placca che si infiamma. E tu hai un attacco di SM.

Demielinizzazione

Demielinizzazione - azione delle Cellule "T" e dei Monociti


 Semplificando al massimo, questo è il lavoro che fa la SM "meccanicamente parlando". Poi ci sarebbe da dire parecchio su i sintomi, ma sono talmente soggettivi che richiederebbero una vita... dipendono da troppi fattori: dove è posizionata la placca, la sua estensione ed altro ancora.
Con dosi massicce di antiinfiammatori, di solito cortisone in vena (i famosi "boli") si placa l'infiammazione e si tiene sotto controllo la fase acuta: nessuno può o sa dire quando si potrà ripresentare e con che frequenza.
Grossomodo, proprio la frequenza e la gravità degli attacchi è alla base della "classificazione" del tipo di SM:

SM RECIDIVANTE - REMITTENTE
La forma più "comune" (la mia, a quanto pare) in cui i segni ed i sintomi tendono a comparire e scomparire, soprattutto nella fase iniziale della malattia: si ha una "recidivia" quando compaiono nuovi sintomi o si aggravano quelli già presenti, e si ha una "remissione" quando i sintomi si attenuano (spesso fino a scomparire, soprattutto nei primi tempi della malattia).
Questa forma è caratterizzata dall'assenza di progressione tra una ricaduta e l'altra, ma spesso (il 50% circa dei casi) dopo qualche anno si evolve in SM SECONDARIAMENTE PROGRESSIVA.
Non si sa mai quando può arrivare una nuova recidivia, ma pare che in situazioni di forte stress ed anche dopo infezioni virali come le influenze stagionali ci possano essere alte probabilità di ricadute.

SM SECONDARIAMENTE PROGRESSIVA (O PROGRESSIVO-SECONDARIA)
Inizia con una fase transizionale dalla SM RECIDIVANTE-REMITTENTE in cui gli attacchi si ripetono con frequenza sempre più ravvicinata ed in cui le remissioni non ci sono quasi mai: in compenso quasi sempre questi attacchi hanno lo stesso bersaglio, il che porta ad un danno neurologico maggiore nell'area interessata dall'attacco.
In questa forma si assiste ad una progressione del danno anche nei periodi tra una crisi e l'altra.

SM PROGRESSIVO-PRIMARIA (O PRIMITIVAMENTE PROGRESSIVA)
In questa forma (la più bastarda), la malattia ha un andamento progressivo fin dall'esordio. Difficilmente ha delle remissioni, anche se può accadere.

SM PROGRESSIVO-RECIDIVANTE
Forma progressiva fin dall'inizio ma con recidivie e remissioni come la RECIDIVANTE-REMITTENTE.

SM "BENIGNA"
Se hai avuto solo una o due recidivie, se non hai deficit permanenti o al limite solo la sensibilità un pochino attenuata e soprattutto se è passata una quindicina d'anni dall'esordio della malattia, allora ti dicono che hai la SM BENIGNA.

SM "MALIGNA"
Un raro decorso progressivo (5% dei casi totali è quel che ho trovato in Rete) talmente rapido da portarti ad inabilità completa in brevissimo tempo: si parla di mesi o addirittura di poche settimane.


Questo è quanto.
Per ora.

Pasqua, Pasquetta e grazie al ca... (Parte 3)

Sabato pomeriggio in campeggio, a Savona.
Piove, ça va sans dire, e pioverà fino alle prime ore di domenica mattina.
Poi vento, poi sole, e per fortuna un bel pomeriggio fa godere almeno un po' di spiaggia a Rudy.
Ora: come intrattieni un bimbo di tre anni in un piccolo camper, in una giornata di brutto tempo? Non lo intrattieni.Molto semplicemente, non ce la fai per tutto un pomeriggio: puoi farcela per un paio d'ore giocando con lui, leggendogli un libro adatto alla sua età, facendolo disegnare, puoi anche capitolare e fargli vedere un cartone animato sul lettore dvd portatile ma la situazione è molto semplice: il bimbo si romperà orrendamente le palle di stare in una scatola di due metri per quattro insieme a tre/quattro adulti di cui 1 dormiente e russante (il padre, che per evitare di tirar giù anticipatamente il Cristo dalla croce a suon di bestemmioni ha ben pensato di passare la maggior parte del sabato e della Pasqua dormendo), 1 che entra ed esce dal camper per andare a cazzeggiare in giro nonostante la pioggia (il nonno) ed 1 che fa le parole crociate (la nonna, che ha pure da ridire se "il bambino è un po' agitato").
Il bambino agitato vorrà, ovviamente e giustamente, uscire dalla scatola su ruote ed esplorare il nuovo ambiente. Vorrà vedere il mare da vicino e non da un finestrino. Vorrà andare alla casetta di plastica intravista mentre si parcheggiava, vorrà andare sugli scogli incurante del maltempo. Tanto, è solo acqua che cade dal cielo.
Allora togliamo le calzine, mettiamo le ciabatte con l'elastico, mettiamo la mantellina ed il berretto della mamma con la visiera sotto il cappuccio, così non va l'acqua negli occhi, ed usciamo, eccheccacchio.
É certo più calda la pioggia in una pozzanghera che non l'acqua del Mar Ligure, in aprile, quindi mammina cara spiegami perché pucciare i piedini nell'acqua fredda del mare va bene ma bagnarsi i piedini con la pioggia è sinonimo di raffreddore garantito...
Abbiamo girato un po' per il campeggio, ha bevuto un succo di frutta al bar, ha giocato nella casetta della Chicco, ha lanciato dei gran sassi in acqua (il passatempo preferito di tutta la vacanza) io ho fatto un po' di foto col cellulare (sì, ce l'ho la macchinetta digitale. Mi piace far le foto col telefonino, però) e dopo un'ora e mezza ci siamo asciugati sotto la veranda, siamo rientrati e s'è fatto un bel riposino fino all'ora di cena.
Cosa più unica che rara.







Domenica in tarda mattinata scatta la grigliata un po' in tutto il campeggio, mio padre litiga con i grill usa-e-getta, L'Agricolo corre dietro a Rudy che cerca di fare amicizia con olandesi, tedeschi e, tanto per non venir capito quando parla, pure con un cane bassotto. Io mi trascino da una sedia all'altra in preda ai dolori, con mia madre che prima mi cristona dietro ("cosa sei venuta a fare se non ti muovi da qui") poi si fa venire il magone quando si accorge che impallidisco dal dolore.
Così mi tocca pure consolarla.
Il pomeriggio il tempo è bello, solo un po' ventoso: mi sdraio su una stuoia in un angolo di spiaggia ed ascolto un po' di musica per un'oretta, con il divieto assoluto di rompermi le palle per alcunché.
Cuffie, decibel appena al di sotto della soglia del dolore ed osservo mio figlio che gioca sulla sabbia. Giochi senza tempo.



Il "divieto di rottura " viene vanificato quando mia madre calpesta una tràcina sul bagnasciuga e le si gonfia un piede come uno zampetto di porco per un paio d'ore, giusto in tempo per la cena: sembra che se non può prepararla lei, saremo tutti destinati a morire di fame entro notte. Dimostro che son buona a mettere insieme un piatto di pasta al sugo anche se non sto bene (ma ovviamente io cucino troppo salato, eh!) e si tira sera anche per Pasqua. Messo a nanna il pargolo (ed i nonni, soprattutto) io e L'Agricolo ci concediamo 'na botta de vita: una puntatina al bar al trasgressivo orario delle ventidue e trenta...
Rientro al camper con passo strascicato, consapevole che il giorno dopo entro le 10:00 si sloggia e si torna verso casa.



Ci svegliamo il lunedì mattina e comincio immediatamente a sistemare il mio letto, che sarebbe poi il tavolo della dinette, e la mansarda dove hanno dormito L'Agricolo e Rudy: la nonna è già una iper-precisina da sana, una che "nessuno mi da mai una mano", figuriamoci ora che è stata punta dal pesciaccio infame, anche se è già guarita. Puoi così apparecchiare, sparecchiare, pulire per terra tutte le eventuali briciole, rifarti il tuo letto tutte le mattine e preparartelo tutte le sere: per lei non è mai abbastanza, LEI è la sola che lavora, la sola che si sbatte, la sola che mette a posto, la sola che pulisce, la sola che fa tutto, senza di lei saremmo tutti in un porcile etc. etc. etc.
Perciò, prima cosa appena alzata (prima ancora di andare in bagno): disfare il letto, sistemare il tavolo, mettere a posto cuscini, sacchi a pelo, divanetti, preparare la colazione a Rudy e DOPO penso a me.
Ma...
Perché c'è sempre un ma...
Io son lì che faccio una fatica boia a sistemare le cose su in mansarda per sgomberare in fretta la dinette, e lei che fa? Prepara il latte a Rudy e glielo fa bere sul letto.
Va bene, dieci minuti in più non sarebbero stati un problema, per lui, come attesa ma va bene. Va meno bene che se la prenda con me perché Rudy abbia involontariamente sbrodolato il latte e macchiato il cuscino del divanetto, che "ecco, hai tolto il sacco a pelo ed ora s'è macchiato il cuscino! Se lo lasciavi, lavavo quello, che questo non si può neanche sfoderare!".
...aspettare quella manciata di minuti che scendevo dalla mansarda, spostavo i cuscini dalla "formazione letto", montavo il tavolo, ricomponevo i cuscini nella "formazione divano", in modo da far fare colazione a tuo nipote seduto a tavola come tutti i cristiani no, vero?

Mentre son lì che continuo a rassettare lei si cambia e mio padre, già pronto, va a prendere il caffè al bar. Lei beve il suo e comincia "Il tuo caffè si fa freddo..."
"Mamma, lo bevo dopo."
Sono le nove, devo ancora finire di sistemare, lei non sta facendo un cazzo, mio padre nemmeno, mio marito è a farsi la doccia, io devo ancora lavarmi, vestirmi, lavare e vestire mio figlio: cazzo me ne frega del caffè.
Si siede in un angolo, riprende Rudy ("scendi di lì che dai fastidio alla mamma!") e dopo un po' di nuovo "il tuo caffè si fa freddo..."
"...lo bevo dopo, non fa niente se è freddo."
Finisco di litigare con quella straminchia di tavolo (c'è un pezzo da incastrare che non mi si incastra mai), mi giro per prendere il caffè... non c'è nessun caffè.
L'ha buttato via, era freddo.

Preparo mio figlio, mi preparo, intercetto mio marito fuori dalle docce e vado al bar a farmi un mega cappuccino alla facciazza sua.
E mentre loro vanno a pagare il campeggio, noi facciamo un'ultima puntatina in spiaggia.
Così portiamo un po' di sabbia sul camper e se la spazza via lei con calma, a casa.




martedì 26 aprile 2011

Pasqua, Pasquetta e grazie al ca... (Parte 2)

Adoro Genova. Amo la Città Vecchia ed il Porto Antico. L'ho girata in lungo ed in largo, per tre volte, sempre a piedi. Di giorno e di notte. Mi piace, un po' la conosco. Mi ci so orientare.
Se anche così non fosse, di certo non mancano i cartelli, a Genova. E soprattutto non mancano i parcheggi nella zona del Porto Antico. Quattro, più un autosilo, solo contando quelli relativamente grandi, a pagamento.
Escludiamo l'autosilo per ragioni logistiche (altezza massima due metri e spiccioli, il camper non può passare nemmeno col calzascarpe, ma è normale) quale cartello azzurro con la grande P bianca seguirà, mio padre, contando che TUTTI i parcheggi indicavano "libero"?
Quello più lontano, è ovvio.
Con me che fatico a camminare, un bimbo di tre anni, la pioggia e nessun ombrello a bordo, lui parcheggia ad un chilometro spaccato dall'Acquario. Poi sfodera l'istinto del piccione viaggiatore e cerca di tornare sotto la sopraelevata, per seguirla da sotto finché non arriviamo alla meta.

E qui scatta l'anarchica che è in me: siamo ad un'estremità dei Magazzini del Cotone, sei sul mare, l'Acquario è sul mare, non ci vuole il piccione viaggiatore per capire che se segui il molo arrivi dove devi arrivare. Anche se non ci fossi già stata, non vi vuole una scienza per capire che non serve il piccione ma basta un pesce persico. Ora: io, mio marito e mio figlio andiamo per la via più breve (che, tra l'altro, è pure abbastanza riparata dall'acqua). Voi seguiteci e tacete.

Una volta arrivata in Piazza Caricamento, mi "carico" davvero: amo il Porto Antico. Lì, sto bene.
Mezz'ora di fila per i biglietti, tutto sommato c'è andata bene (sentiremo poi al tg che a Pasquetta la coda perdurava per più di due ore), un po' di pioggia durante l'altra fila per l'ingresso con Rudy, imperturbabile, che  giustamente stufo si faceva accompagnare alle giostrine, alle ringhiere sull'acqua, ai piloni della sopraelevata... ovunque.
Entriamo, finalmente, affrontate e sconfitte le scale (sì, c'era un ascensore per coppie con passeggini e disabili, ma ufficialmente non sono ancora disabile) ed incomincia la lotta con la nonna: "guarda di qui, Rudy!...Rudy, guarda questo!.... Rudy, vieni a vedere questo!"

Mamma? Lasciagli guardare quel cavolo che vuole e soprattutto lascialo lì quanto tempo vuole: chissenefrega se è già mezzogiorno e mezzo ed ancora non ha pranzato (se non si lamenta d'aver fame, vuol dire che non ha fame: non è patito, il bambino. Può anche aspettare un'oretta e per una volta pranzare tardi), chissenefrega se "perde tempo" davanti ad una vasca e non degna di uno sguardo un'altra (se trova più interessanti le murene e non gliene frega niente dei coralli, è inutile che lo tiri davanti alla vasca dei coralli perché "sono belli e colorati")  ma più di ogni altra cosa chissenefrega se si siede per terra e si mette comodo per guardare meglio: c'è tanta altra gente che deve guardare? non è un armadio, è un bambino seduto davanti alla vasca degli squali. Vetro enorme, bambino piccolo seduto in un angolo: mezzo metro quadro a dir tanto di visuale, può portar via. A partire dal pavimento. Non da fastidio a nessuno.
Si sporca? Perché, se si siede sulla panchina della piazza non si sporca nella stessa maniera? I vestiti si lavano. E li lavo io, mica tu. Ha tre anni, lasciagli fare il suo mestiere di bambino. E lascialo incantarsi davanti al pesce sega ed alla manta.
Che sì, gli è piaciuto vedere i delfini, la tartaruga, le meduse, i piranha, il "vero" pesciolino Nemo, Branchia, Dory... ma quando ha visto Bruto ha spalancato tanto d'occhi, ed il suo raccontarmi la giornata, mentre eravamo a nanna, la sera, mentre rivedevo le sue espressioni di stupore mi ripagavano di ogni giramento di balle e mi facevano sopportare qualsiasi dolore.









Pasqua, Pasquetta e grazie al ca... (Parte 1)

Tanto per cambiare, ci son cascata ancora, nonostante quel che era successo l'ultima volta: ho ceduto alle pressioni dei miei genitori per "fare qualche giorno di vacanza in camper, tanto per portare il bambino al mare, che gli fa tanto bene...".
Come se fosse tisico, il piccolo torello, ma vabbè...
L'aria di mare fa bene a prescindere, è inculcato nella mente della loro generazione, pure nella mia.
Fin qui, ci sta.

Ci sta meno il fatto che la sottoscritta non regga troppi chilometri in auto, figurarsi con il "Lumacone" (preventivamente riverniciato dall'amorevole nonno e decorato dalla sottoscritta con chioccioline lumacheggianti qui e là), tra vibrazioni e sobbalzi che mettono a dura prova la mia gamba cionca. Ho già seri fastidi con un'ora di macchina sul Mercedes, figuriamoci ad andare fino a Savona con un CI che ha la cabina di un vecchio Ford Transit... alla fin fine, è pur sempre un vecchio camper degli anni '90, mica roba da buttar via ma nemmeno moderno, eh!

Provo a far capire che non ho nessuna intenzione di farmi il viaggio fino a Savona, né di stare tre giorni full contact con loro (sempre a punzecchiarsi e rimbeccarsi come due adolescenti incattiviti), né l'Agricolo manifesta la pur vaga intenzione di partire: detesta il camperismo, detesta muoversi di casa, detesta l'atmosfera da "bisogna andare per forza perché è Pasqua e di fanno le ferie".
Aggiungiamo mia madre che non perde occasione per rinfacciare a mio padre che "con tutti i camper belli che c'erano, allo stesso prezzo, tu sei andato a prendere questo scarcassone..." ed altre simili amenità.
Aggiungiamo che venerdì, alla partenza, avevo un simpaticissimo mal di gola con febbre annessa.
Aggiungiamo che venerdì notte ad Alessandria ha cominciato a piovere, ed ha smesso a Savona, ma domenica mattina... cominciamo ad avere un quadro di quella che è stata la nostra "vacanza".

Venerdì notte il primo segnale che sì, la mia era stata decisamente una scelta infausta: il Lumacone pensa bene di piantarci in asso a 200 mt dall'ingresso di un autogrill dove ci apprestavamo a fermarci per dormire.
Pesanti invettive contro il nonno-autista da parte di tutto l'equipaggio poiché tutto faceva supporre che il problema fosse la mancanza di gasolio (ci eravamo già fermati due volte: per far da mangiare e per preparare Rudy per la notte, e nonostante fosse in riserva "il pieno lo facciamo domattina prima di ripartire") ma nonostante le due taniche d'emergenza (che ha dovuto ACQUISTARE, prima di riempire, perché non aveva dietro nulla) e riversate nel serbatoio in posizione di discreto pericolo SENZA GIUBBINO CATARIFRANGENTE (perché s'è ricordato d'averlo solo dopo...) e SENZA TRIANGOLO ad avvisare i povericristi che sbucavano dalla curva nella corsia che entrava in autogrill e si trovavano un camper parato in mezzo alla strada con le quattro frecce, dopo tutto l'ambaradàn ancora non si partiva. Nel frattempo, si era scaricata la batteria. Quindi che fa, il provetto camperista? Si ricorda, per il secondo viaggio a piedi in autostrada fino all'autogrill, di indossare il giubbino catarifrangente e va a comprarsi una coppia di cavi per la batteria (non aveva manco quelli) così collega la batteria del motore a quella della cellula...
Ma ancora non si parte.
Meccanico in pensione, notare, non si accorge che c'è il tubo dell'aria o della pompa del gasolio checazzoeraoranonricordoemirifiutodiricordare quasi del tutto svitato, se n'è accorto L'Agricolo sceso a tenergli la torcia: aspirava troppa aria insieme al carburante e non si metteva in moto.
Vabbè. Stringi, avvita, fissa. Ripartiamo. Fai quei cazzo di 200 metri, fai il pieno e parcheggia per dormire. Sotto la pioggia.

Quando arriviamo al campeggio, a Savona, ancora piove. Mia madre ha avuto uno sprazzo di genio e propone di andare all'Acquario di Genova subito invece che aspettare lunedì, dato che "chissà che casino ci sarà a Pasquetta, e poi con questo tempo cosa facciamo qui in campeggio chiusi nel camper?".
Mamma, hai ragione. Mi vien da piangere all'idea di fare altri chilometri e di camminare/stare in piedi due ore ma sì, mi fa piacere portare mio figlio all'Acquario: so che gli piacerà un casino e se non mi ricordo male dall'ultima volta che ci son stata c'è pure una vasca con i "personaggi" di Alla Ricerca di Nemo... è uno dei suoi cartoni animati preferiti, diventerà matto!
Il secondo segnale, ormai conferma definitiva, che la mia scelta è stata drammaticamente fallace arriva all'uscita "Genova Ovest" dell'autostrada: "Non potete sbagliarvi", ha detto il proprietario del camping, "uscite a Genova Ovest e trovate subito le indicazioni per l'Acquario".
E noi usciamo a Genova Ovest, e cerchiamo le indicazioni. Le dobbiamo cercare per forza, dato che mio padre non ha voluto portarsi il navigatore satellitare (tanto al campeggio ci sapeva arrivare da solo).
"Dov'è l'Acquario, tu che ci sei stata?"
"Al Porto Antico, vicino alla Biosfera ed al Galeone dei pirati"
"Quindi devo andare al Porto?"
"No, devi seguire le indicazioni Acquario di Genova: là, gira a sinistra.... a sinistra... SINISTRA!
.......Papà, c'è un valido motivo per il quale tu sei andato a destra?"
"Perché mi hai detto che l'Acquario è al Porto".
"No, io ho detto che è al Porto Antico, e ti ho anche detto GIRA A SINISTRA, e c'era anche un cartello grande quanto quello che hai seguito, proprio a fianco di quello che hai seguito, che diceva ACQUARIO DI GENOVA,  con una FRECCIA A SINISTRA!"
"Senti, io devo guidare, non è che posso star qui a guardar per aria!!!"
"Ma anche sì, che dovresti, visto che i cartelli sono in alto!"

mercoledì 23 marzo 2011

Allarmismo, cattiva informazione e "oddio, moriremo tutti!!!"

Io, da grande, voglio essere come il Doctor House: cinica, bastarda quanto basta, dalla logica pronta ed inattaccabile e con un intuito geniale.
Di quel genio alla "Amici Miei": fantasia, intuizione, colpo d'occhio, decisione e velocità d'esecuzione.
Bada! Ho incluso la fantasia. Il mio essere spesso pratica e pragmatica non implica essere totalmente disillusa né escludere a priori qualunque cosa io non riesca a spiegarmi o a capire. Di qualunque cosa si tratti.
Un po' (anzi, parecchio) come Fox Mulder "I Want To Believe".
Per questo cerco sempre d'informarmi, di approfondire gli argomenti che mi interessano o mi incuriosiscono, senza fermarmi al primo articolo di giornale o alla sola notizia sentita in tv, ma vado a cercare qualcosa di più specifico sulla questione, magari (dove presenti) ascoltando "entrambe le campane" e soprattutto andando il più possibile alla fonte delle notizie.
Non mi basta leggere "Notizia Ansa: trovato un ippogrifo rosa in America Centrale" per crederci e dire "allora è vero che esistono gli ippogrifi e sono pure rosa": in che Stato è avvenuto il ritrovamento? L'hanno solo avvistato oppure è stato catturato? Ci sono fotografie? Sono visibili, in modo da poter verificare che non siano taroccate? La persona che ha annunciato il ritrovamento chi è? É affidabile? Perchè se da una rapida ricerca mi risulta che si tratta di qualcuno che, magari, da anni predica una psudoreligione basata sull'adorazione degli ippogrifi rosa, chiede sovvenzioni per erigere una statua di trenta metri in cima alla quale predicare la salvezza entro il 2012.... magari mi sorge il dubbio che sia una bufala, eh!
Non credo d'esser diventata una "cacciatrice di bufale", ma il mio quinto senso e mezzo spesso pizzica di fronte a certe cose e mi spinge ad approfondire: chiamiamola semplice curiosità, se vogliamo.
A volte, però, le minchiate sono talmente colossali da sbugiardarsi da sole, e non capisco davvero come la gente possa crederci. Eppure ci credono.
Se poi ci si mettono stampa e tv a presentare per vere cose che vere non sono, molte persone sono portate a prender tutto per oro colato...
Come l'attuale situazione del Giappone: abbiamo ricevuto notizie in cui domina il catastrofismo, leggiamo articoli da cui si trae un quadro preoccupante ed allarmista. Non parlo delle notizie di terremoto e tsunami di per loro, questi indubbiamente devastanti, ma di tutto il discorso seguente: notizie di "Tokio città in agonia" quando a Tokio le cose stanno ben diversamente, come documenta un italiano che vive e lavora in quella città.
"Fukushima e pericolo nucleare", altro argomento in cui l'allarmismo della stampa è lampante:
In noi è talmente radicato il ricordo e la paura di Černobyl' da far subito presa, ma bisognerebbe fare una differenza tra il disastro avvenuto allora, con il surriscaldamento del nocciolo e lo scoppio del reattore (non un'esplosione nucleare, ma una razione chimica che sviluppò gas tossici e liberò isotopi radioattivi), e quello che sta accadendo ora, perché non è la stessa cosa. Non c'è una "nube tossica" come quella del 1986, la radioattività è contenuta e la "nube" che viene paventata da molte testate giornalistiche nazionali e da molti siti web è spesso solo un'ipotesi, ma viene spacciata per reale (vuoi per mancanza di verifica delle fonti, vuoi per voluto sensazionalismo): qui e qui un paio di esempi in cui vengono smascherate delle finte "mappe del percorso" della nube.
Certo, non tutti sanno come funziona una centrale nucleare. Non sappiamo cosa succede esattamente quando capita un incidente del genere, e siamo portati a credere a quel che i giornali scrivono. Non sappiamo la differenza tra "fissione", "scissione" e "fusione" quando si parla di energia nucleare, e non siamo in grado di accorgerci che la maggior parte dei giornalisti usa questi termini a casaccio.
Perché fanno scena.
Perché fanno paura.
Fa paura pensare che "Giovedì arriva in Italia la nube radioattiva", ma chi rassicura le persone spiegando loro che la radioattività misurata a Fukushima "si perde per strada" e non arriverà da noi con la stessa intensità (già bassa in partenza)? Trovo articoli che strillano "contaminati i musicisti del Maggio Fiorentino" e "contaminati gli italiani di ritorno dal Giappone" senza però che si spieghi chiaramente che i valori "strani" ritrovati in alcuni di questi nostri connazionali sono assolutamente normali per chi ha appena fatto un volo intercontinentale, perché di radiazioni ne assorbiamo tutti i giorni dalle cose più impensate (avete letto bene, praticamente tutto tranne il cellulare)... allora il mio "quinto senso e mezzo" mi fa cercare in rete, anche tra i miei siti preferiti di "antibufalari", e mi fa ringraziare Medbunker, ché me lo spiega lui come funziona l'ambaradàn della radioattività.
Quindi, ricapitolando: prima di farci prendere dal panico stile "oddio, moriremo tutti!!!" dopo l'edizione del telegiornale o leggendo il quotidiano facciamo un giro in Rete. Mattia, Luca e Mamoru dal Giappone sono decisamente più affidabili dei giornalisti nostrani. E non solo nostrani: se un giapponese sta raccogliendo articoli e video che contengono falsità, allarmismi e quant'altro sulla situazione del suo Paese in un sito e l'ha chiamato  "Il Muro Della Vergogna" ci sarà un perché.

lunedì 14 marzo 2011

Come si suol dire: "non ci vuole una scienza..."

Fermo restando che "domandare è lecito, rispondere è cortesia": compatisco quelle persone che, in Internet, pongono domande "inutili" su forum, guestbook o bacheche di Facebook.
Definisco quel che intendo io per "domanda inutile": quella domanda scritta in un posto in cui non hai una risposta immediata da parte degli altri utenti più ferrati nel dato argomento (magari passano solo ore, magari passano giorni interi), quella domanda scritta in un posto che magari lì a lato o sopra, bene in vista, ha una sezione dedicata proprio a quello che stai chiedendo (esempio classico: andare nel sito di un cantante a caso, con in bella mostra un banner "pincopallo! il nuovo album! dal 20 dicembre!" e chiedere "quando esce il disco nuovo?") oppure quelle domande alle quali si può rispondere da soli con una banale ricerca in Rete.
Google is the way.
Non ti piace Google? Di motori di ricerca ce ne sono a iosa. Usali.
Hai sentito una canzone ma non sai il titolo, però ti ricordi tutto il ritornello. Magari sai anche chi la canta.
Cosa la chiedi a fare in giro? Cercala: una manciata di secondi e ti passa lo spavento.
Avevi letto un libro tanto tempo fa... parlava di questo e quell'altro... c'era un cavallo che si chiamava così e un tasso, e un nano.... non mi ricordo il titolo....
Metti quelle quattro cose che ricordi come chiavi di ricerca e poi smazzati i risultati, e vedi un po' se trovi qualcosa che ti fa suonare un campanello in testa, no?
Ma forse il problema è proprio "smazzarsi i risultati": se quel che si cerca non è tra i primi tre o quattro, allora passa la poesia, eh?
Non viene mica in mente di cambiare un po' le parole della chiave di ricerca...
Ora: io non son certo un'hacker. Mi comprai il primo computer nel '98 e ne ero totalmente digiuna: una ragazza della mia compagnia che ne era pratica mi insegnò i rudimenti e poi partii all'esplorazione di programmi, cartelle e "ma se vado a vedere qui, che cosa trovo?"
Ebbi la connessione ad Internet solo tre anni dopo, nel 2001: usavo il portale di Virgilio, seguivo tre o quattro siti fissi ed una chat (in mIRC) ma con una curiosità come la mia Internet è il Paese del Bengodi: viene in mente qualcosa, la si cerca. Prima o poi la si trova. Non è poi tanto difficile capire se e dove si sbaglia, quando non si trova qualcosa...
Però bisogna avere la voglia di cercare, 'ttana galera! Facile essere abituati alla "pappa pronta", alla pigrizia da "google alert" che ti riporta le news dell'argomento selezionato direttamente sulla tua casella di posta, a sentirsi debitamente informati perchè magari hai fatto un giro sulla home page di un tg online o sei passato sul sito della testata giornalistica preferita!
Se poi ti vien la curiosità di sapere se la persona che vive in giappone ed ha scritto in un determinato posto otto/nove anni fa sta bene, ma non hai la mail per contattarla, dato che sei in grado di linkare un articolo che riporta nome della città e di ben due luoghi di lavoro di questa persona invece di chiedere "qualcuno sa qualcosa?" potresti anche essere in grado di cercare se quei posti (una radio cittadina ed un pub) hanno un sito web... Magari, sai, la curiosità di vedere dove sono posizionati in quella città, così vicina all'epicentro del terremoto... un giro con google maps, "trova + il nome della radio/il nome del locale"...
Magari scopriresti che il sito della radio non esiste più, ma scopriresti che nel sito del locale c'è anche un blog. Aggiornato al giorno 13-03-2011.
Sì, quella persona sta bene.

lunedì 21 febbraio 2011

Quando le dita prudono sulla tastiera...


In risposta al signor Vacalebre del Mattino di Napoli, purtroppo solo da qui:

Non è certo da rivolgere al cantante in questione la domanda "perchè non hanno fatto cambiare il testo" ma a chi sovrintente l'applicazione del regolamento: se hanno letto il testo e l'hanno approvato, non è certo perchè parole come Red Bull, iPhone, Suzuki, Gazzetta e Billabong si sono "confuse con il dialetto comasco" ma piuttosto perchè, dallo stesso REGOLAMENTO che lei cita

"Tutte le canzoni non dovranno contenere elementi: osceni, pornografici o pedopornografici, ingiuriosi, diffamatori o comunque offensivi dell'onore, decoro, reputazione, dignità ed immagine di qualsiasi soggetto o in contrasto con gli interessi materiali e/o morali dello stesso;
discriminatori in ragione di età, sesso, orientamento sessuale, condizioni personali e sociali, razza, lingua, nazionalità, opinioni politiche e sindacali, credenze religiose e di quant'altro;
che incitino alla violenza o all'odio, comunque motivati;
che possano in qualsivoglia modo ledere, turbare o minacciare la personalità psico-fisica e/o morale dei minori; in particolare i contenuti dovranno rispettare le disposizioni di cui al Codice di autoregolamentazione tv e minori;
di pubblicità, sia essa diretta, indiretta e/o subliminale o in genere di natura promozionale o comunque a scopo commerciale;
che si pongano comunque in violazione o elusione della legge o lesivi di diritti, anche di terzi. "

Il regolamento di quest'anno non vieta di nominare i marchi dei prodotti e questo non è considerato pubblicità di natura promozionale o a scopo commerciale: nel brano non si dice "bevete Red Bull" - diretta - né "qualcuno sta leggendo la Gazzetta" - indiretta - né si elogia la comodità delle mutande Billabong o la velocità delle moto Suzuki - subliminale -

Quanto poi al dire "non mi sono accorto che non era dialetto..." da parte di un giornalista è proprio una topica: i testi dei brani in gara sono di pubblico dominio già una settimana prima del Festival, pubblicati anche su giornali a tiratura nazionale. Se il giornalista in questione dovrà fare l'inviato a Sanremo potrebbe almeno dare un'occhiata e pur non sapendo il dialetto in questione con un po' d'intuito sarebbe potuto arrivare a capire che


  • una tuletta de Red Bull = una lattina di Red Bull
  • g'ha el Suzuki anca Tremal Naik = ha il Suzuki anche Tremal Naik
  • Sandokan in soe la spiaggia cui müdand della Billabong = Sandokan sulla spiaggia con le mutande della Billabong
  • i Dayaki cun scià la Gazzetta = i Dayaki con qua la Gazzetta (ammetto che "scià" sia ostica)
  • fan più danni con l'iPhone = fanno più danni con l'iPhone (invariata, praticamente, ed è proprio la frase che ha citato insieme a Red Bull).



Se anche avesse trovato difficoltà eccessive nell'arrivare a tali conclusioni, una semplice ricerca in Rete avrebbe portato immediatamente alla traduzione del testo non solo in italiano ma in più di quindici dialetti, compreso il suo, quasi uno per ogni regione d'Italia dal nord al sud "isole comprese" come diceva un vecchio spot.

Episodi come questo mi fanno pensare che raramente "professionista" vada di pari passo con "professionale".


Lohana Sartori

P.S.

Poi, vabbè... c'è anche la cara Marinella Venegoni de La Stampa, che, nei botta e risposta dei commenti (avviso: sono tanti) ad un suo articolo, invece che rispondere alle domande che i lettori le pongono dimostra quanto sia proporzionale la ristrettezza di vedute alla povertà di pensiero.


martedì 8 febbraio 2011

Istigazione al Randagismo Infantile...

L'Agricolo ha portato a casa uno scivolo per Rudy.
Mica uno di quei cosi di plastica alti mezzo metro... no, non sia mai!
Se già quando si parlava di "fare la casetta per giocare" al figliolo, da buon papà-aggiustatutto in tre giorni è stato capace di fare questa
partendo da un mucchietto di assi di legno e quattro travi (perchè non è mica un prefabbricato, sia chiaro: Progetto Originale DelL'Agricolo) nonostante i nonni avessero ventilato l'ipotesi di regalare al nipotino una di quelle casette di plastica modello chalet di tronchi (ma quanto cacchio costano quelle minchiate lì???), figuriamoci se portava a casa, appunto, uno scivolino di plastica per Sua Maestà L'Infante...
No, caso volle che l'altra settimana fosse a lavorare in cantiere nel milanese, a smantellare un parco giochi.
Caso volle che tutte le giostre di metallo andassero buttate tra i rottami.
Caso volle che lo scivolo fosse in perfette condizioni e che il geometra del comune abbia detto "se lo vuoi, prenditelo. Però non ti aiuto a caricarlo che pesa troppo".
Morale della favola: dopo un'energica lavata con l'idropulitrice (ed una passata con il lysoform tanto per gradire) da sabato Rudy passa ALMENO due-tre ore al giorno scivoleggiando e divertendosi come un matto. Prova ogni possibile discesa: tradizionale, a testa in giù, a pancia sotto... poi s'arrampica dallo scivolo e scende dalla scala, poi s'attacca sotto un gradino e resta appeso come una scimmietta... lancia lo "squalo balena" giù nel "p'ofondo blu" e poi "va a salva'lo" perchè, povero squalo....non sa mica nuotare!!!
Oggi pomeriggio passa una coppia di anziani vicini di casa, a passeggio-cazzeggio: Rudy saluta immediatamente (fosse per lui, saluterebbe anche i granelli di polvere...), il vicino risponde ed anch'ìo auguro il buongiorno alla coppia, mentre la signora tutta preoccupata mi fa "Ma con questo freddo porta fuori il bambino a sudare???"
...
"Signora, oggi mica è freddo! Il bambino è ben coperto e mica posso tenerlo segregato in casa tutto l'inverno... meglio che stia fuori a giocare e respirare un po' d'aria sana in giardino, anche se fredda, piuttosto che rintanato in casa tutto il tempo."
...sarò scema, ma mille volte un nasino che cola perchè ha giocato un'ora in più in giardino, piuttosto che per uno spiffero perchè ho aperto le finestre per cambiare l'aria in casa...
Però adesso è grama, convincere il piccolo Randagio a smettere di scivolare e rientrare in casa eheheh...

PIÚ LUSÉRTE PER TUTTI!!!

Continua il nostro sostegno "föë de cöö" per il Davide a Sanremo...
Oltre alla già citata campagna di raccolta video da tutt'Italia (siamo già al secondo collage con i video raccolti ed abbiamo avuto il contributo, oltre che di Simone Cristicchi, anche dei Sulutumana, di Luigi Maieron, Peppe Voltarelli, Enrico Ruggeri, Francesco Piu, Roberta Carrieri ed altri...) i Cauboi hanno avuto un'altra genialata: la pseudo-campagna elettorale.
Ovvio che si tratti di "Vota Van De Sfroos" A SANREMO, ma c'è pure qualcuno che ha pensato alla politica "vera"...
Giuro, mi sto divertendo come una bambina al parco giochi!
Manifesti affissi in varie città, locandine in bar, locali e negozi, "santini" da distribuire e....programma elettorale. In buona parte di quest'ultimo, c'è il mio scriteriato zampino.
La soddisfazione? Divertirci insieme, "pubblicizzare" un artista che merita (e che, per inciso, si è ritrovato il suo faccione in giro per Como a cose fatte senza saperne niente hihihi).. Far parlare di lui. Far parlare bene di lui, in un modo che non sia il solito becero sproloquio legaiolo.
Qualche articolo di stampa è già uscito, su entrambe le iniziative, ed oggi hanno parlato della "Campagna Elettorale" anche su RTL1025.
(Nota bene per i non avvezzi ai temi desfroosiani: i nomi riportati in "giunta" sono personaggi delle sue canzoni, attinenti agli "assessorati" proposti per logica o contrasto: avremo quindi i Fratelli Abbate, per la canzone "Il Costruttore di Motoscafi", come logica proposta all'assessorato di Navigazione e Trasporti, mentre Madame Falena, per la canzone omonima, che ha preso a fucilate il suo sposo il giorno delle nozze per averlo sorpreso dietro al fienile in piena cornificazione a mò di dono di nozze... beh, lei per contrasto sarà perfetta alle Politiche Sociali ed alla Famiglia) ;o)



"Innanzi tutto mi sia concesso il privilegio di preannunciare i nomi di parte dei componenti della mia Giunta Comunale, qualora fossi eletto Sindaco"

CIMINO: Assessore alle Finanze;
MADAME FALENA: Assessore alle Politiche Sociali e alla Famiglia;
EL FANTASMA DEL ZIU GAETANN: Assistente di Madame Falena;
ANNA: Segretaria di Madame Falena e di El Fantasma del Ziu Gaetann.
FRATELLI ABBATE: Assessori alla Navigazione e ai Trasporti;
EL FANTASMA DEL LAAC: Assistente dei Fratelli Abbate;
SUGAMARA: Assessore alla Giustizia;
ALAIN DELON DE LENN: Assessore alle Politiche Estere;
FENDIN: Assessore alle Attività Spirituali;
NONA LUCIA: Assistente di Fendin;
KAPITAN KURLASH: Assessore alla Meteorologia;
GENESIO: Assessore alle Politiche Occupazionali;
EL BARON: Assessore alle Politiche della Cultura e dello Spettacolo;
ZIA LUISA: Assistente di El Baron;
NONU ASPIS: Assessore all'Ambiente;
EL BESTIA: Assistente di Nonu Aspis;
JONY: Assessore alle Risorse Ittiche;
EL MUSTRU: Assistente di Jony.


PROGRAMMA ELETTORALE

Punto 1 - Come Sindaco di San Remo, mi impegno perché questa non sia più solo la città dei Fiori: San Remo merita di più, merita il meglio, merita tutto. San Remo sarà la Città dei Fiori, dei Cuori, dei Picche, dei Quadri, Asso Pigliatutto, Bastoni, Denari, Settebello, Primiera e Scopa.

Punto 2 - Sarà per me motivo d'orgoglio, come primo atto da Primo Cittadino, regalare finalmente un paio di scarpe nuove e una Lacoste fluorescente al Cimino.

Punto 3 - Data la vicinanza con i nostri "cugini d'Oltralpe", propongo l'intensificarsi degli scambi culturali con la Francia: i nostri studenti potranno andare da loro, ma anche negli altri Stati europei ed extra-europei, ad insegnare i dialetti nelle loro Scuole Superiori.

Punto 4 - Verrà istituita una Commissione Comunale allo scopo di individuare le aree del territorio del Comune più adatte allo svolgersi di manifestazioni musicali e/o artistiche di varia natura (organizzate o spontanee). Tali manifestazioni saranno del tutto gratuite per la popolazione.

Punto 5 - Il punto 5 non mi viene.

Punto 5 bis - Ci ho pensato meglio, ma proprio non mi viene.

Punto 6 - Contaminazione tra culture: non solo dialetti ma anche sapori. Introduzione nel menù delle mense scolastiche della Polenta col Pesto e della Focaccia di Recco con Missültèn.

Punto 7 - Referendum alla popolazione per risollevare l'economia del Bel Paese: siete favorevoli all'apertura di un Paradiso dello Scorpione in ogni paese e città? Sperando che la risposta popolare sia "ma anche sì". Tra l'altro, ci hanno assicurato sconti per studenti e pensionati con tessera Cauboi.

Punto 8 - Essendo fortemente per la libertà di scelta, attuerò una suddivisione del Mar Ligure tramite adeguata Sguaraüünda cosicché si possa avere acqua salata da un lato, Akuadüülza dall'altro.

Punto 9 - Istituirò una nuova giornata festiva, infrasettimanale, che sarà nota come "Giornata di San Macacu e San Nissoen", dalla cadenza assolutamente casuale.

Punto 10 - Ho trovato il punto 5, ma è top secret e non ve lo dico.

Punto 11 - Una delle prime disposizioni che darò alla mia Giunta sarà la promulgazione di un decreto che preveda un buono-acquisto per due treni completi di pneumatici (normali e da neve) per tutti i CAUBOI che, nell’arco di un anno, avranno percorso almeno 5.000 km per raggiungere i miei concerti.


VOTATE! VOTATE!! VOTATE!!!

...e già che ci siamo, ecco il testo del brano di Davide Van De Sfroos a Sanremo 2011


Yanez di D. Bernasconi

Sale e scende la marea e riporta la rudeera
un sedèll e una sciavata e una tuletta de Red Bull;
Sandokan cun't el mohito e'l bigliett cun soe l'invito
Sandokan che ha imparato a pilotare le infradito...
e la geent che rüva al maar tant per dì' che l'è staada che,
cul getton de la sala giochi el cavàll el moev un zicch el cüü
uduu de fritüüra de pèss e de pizza de purtà via
Kamammuri l'è de sessant'ann che sta in soel dondolo de la pension...

YANEZ DE GOMERA se regordet cume l'era?
adess biciclett e vuvuzela e g'ha el Suzuki anca Tremal Naik...
YANEZ DE GOMERA se regordet de James Brook
el giüga ai caart giò al Bagno Riviera e i hann dii che l'è sempru ciucch

Stuzzichini, morscardini e una bibita de quatru culuur
abbronzati, tatuati i henn pirati vegnüü de Varees
La pantera, gonna nera, canottiera, cameriera
moev el cüü anca senza i gettoni ma l'è che dumà per cambiàtt el büceer
Sandokan in soe la spiaggia cui müdand della Billabong
gha l'artrite e gha el riporto, partiss per Mompracem cul pedalò
e i Dayaki cun scià la Gazzetta g'hann mea teemp per tajatt el coo
i lassen la spada suta l'umbrelon e fan più danni con l'iPhone

YANEZ DE GOMERA l'eet vedüda l'oltra siira?
Pusse che la Perla de Labuan, Marianna adess la me paar un sass...
YANEZ DE GONMERA cünta soe ammò cume l'era
ho vedüü che s'è rifada i tètt, l'ha mea pudüü rifàss el coer...

La sirena l'è incazzada che po' mea giügà al balòn
pulenta e cuba libre per i granchi in prucession
Cumincia l'eppi auar, la tigre della malesia
finiss all'usteria cul riis in biaanch e la magnesia
ustionati, pirati senza prutezion,
barracudas cun soe i rai ban che giüghen a ping pong
Sandokan che'l vusa deent in pizzeria... el vusa e canta Romagna Mia...

YANEZ DE GOMERA se regordet cume l'era?
Adess biciclett e vuvuzela e g'ha el Suzuki anca Tremal Naik.
YANEZ DE GOMERA se regordet del colonnello Fitzgerald?
L'ho vedüü in soe la curriera che'l nava a Rimini a vedè i Delfini...


...traduzione per i nondialettocomascofoni ;o)



Sale e scende la marea e riporta la sua spazzatura
un secchiello* e una ciabatta e una lattina di Red Bull
Sandokan con il mojito e il biglietto con du l'invito
Sandokan che ha imparato a pilotare le infradito...
E la gente che arriva al mare tanto per dire che è stata qui,
col gettone della sala giochi il cavallo muove un po' il culo
odore di frittura di pesce e di pizza da asporto
Kamammuri è da sessant'anni che sta sul dondolo della pensione...

YANEZ DE GOMERA ti ricordi com'era?
Adesso biciclette e vuvuzela ed ha il Suzuki anche Tremal Naik...
YANEZ DE GOMERA ti ricordi di James Brook
gioca a carte giù al Bagno Riviera ed hanno detto che è sempre ubriaco.

Stuzzichini, moscardini e una bibita di quattro colori
abbronzati, tatuati sono i pirati venuti da Varese
La pantera, gonna nera, canottiera, cameriera
muove il culo anche senza gettoni ma è qui solo per cambiarti il bicchiere
Sandokan sulla spiaggia con le mutande della Billabong
ha l'artrite ed ha il riporto, parte per Mompracem con il pedalò
e i Dayaki con la Gazzetta non hanno tempo per tagliarti la testa
lasciano la spada sotto l'ombrellone e fanno più danni con l'iPhone.

YANEZ DE GOMERA l'hai vista l'altra sera?
Più che la Perla di Labuan, Marianna adesso mi sembra un sasso...
YANEZ DE GOMERA racconta ancora com'era
ho visto che s'è rifatta il seno, non ha potuto rifarsi il cuore...

La sirena è incazzata che non può giocare a pallone
polenta e cuba libre per i granchi in processione
comincia l'happy hour, la tigre della malesia
finisce all'osteria con il riso in bianco e la magnesia
ustionati, pirati senza protezione
barracudas con su i raiban che giocano a ping pong
Sandokan che grida dentro in pizzeria...grida e canta Romagna Mia...

YANEZ DE GOMERA ti ricordi com'era?
Adesso biciclette e vuvuzela ed ha il Suzuki anche Tremal Naik.
YANEZ DE GOMERA ti ricordi del colonnello Fitzgerald?
L'ho visto sulla corriera che andava a Rimini a vedere i Delfini...

* "sedèll" è il normale secchio, ma dato il contesto di riviera adriatica mi sembrava più ovvio inteso come "secchiello da spiaggia"
...minchia come mi sento traduttrice hihihi...

Un mese di Copaxone, Lyrica ed ultima visita.

Ormai mi faccio le pere da un mese e tutto va bene.
Grosso modo non ho fastidi: uso l'autoiniettore (mi trovo meglio, è più pratico), cambio diligentemente a rotazione i punti dove bucarmi, tiro fuori dal frigo la siringa una mezz'oretta prima di fare il tutto, poi mani pulite, disinfetto la parte, regolo la fuoriuscita dell'ago a seconda della zona da bucare e mi faccio la pera.
I primi tempi ho fatto qualche sbaglio con la regolazione dell'ago: sopravvalutavo la mia ciccia e mettevo il regolatore sul 10 o sull'8, ma usciva troppo sangue e rimanevano i lividi per giorni.
Ora mi sono assestata sul 6 e sul 4 per le braccia, a seconda della zona, sull'8 e sul 6 per le gambe e la pancia, sempre a seconda della zona.
Di norma non sento più quasi nulla, a parte un po' di bruciore: la zona si gonfia e si arrossa per un paio d'ore poi sparisce tutto, tranne quando faccio l'iniezione alle braccia... lì fa più male, a volte il bruciore prende metà braccio fino all'ascella e si ramifica verso il fianco ed il petto ma anche in questo caso dura giusto un paio d'ore.
Fortunatamente ancora non m'è capitato nessuno di quegli effetti collaterali bastardi come la nausea, le "scalmane", il senso di costrizione al torace, l'affanno e le palpitazioni, ma se anche dovessero far capolino dovrebbero andarsene ancora più in fretta degli altri.
L'unica nota dolente è che nei punti d'iniezione dell'altro ieri (pancia, cinque centimetri a sinistra dell'ombelico e tre centimetri sotto) e del giorno prima (gamba sinistra, cinque centimetri sopra il ginocchio, lato superiore andando verso l'interno della gamba) sono rimasti dei "noduli" dolorosi e la zona prude: pare che abbia sbagliato la lunghezza dell'ago, quindi la profondità dell'iniezione, ed il farmaco faccia fatica ad assorbirsi o roba del genere, quindi devo massaggiare e tante belle balle, e mettere un po' di crema per attenuare prurito e dolore.
Ma va da sé: chi non fa non falla.

Per quanto riguarda il Lyrica per i dolori neuropatici pare che abbiano azzeccato: "manica" e "calza" sono notevolmente migliorati. La gamba va molto meglio, il braccio ha ancora problemi ma non quanto prima.
Certo, due scatole di Lyrica mi durano una settimana e questo vuol dire fare ogni settimana la fila dal medico per una semplice ricetta, oppure telefonare al medico e passare a ritirarla sempre una volta alla settimana perchè devo prendere 100mg di farmaco in due somministrazioni da 50mg giornaliere, ma giustamente le confezioni con le capsule da 50mg NON SONO MUTUABILI, quelle da 100mg non sono divisibili ergo restano solo quelle da 25mg che uso ora. E vabbè...

Il primo febbraio ho fatto la visita di controllo e giusto perchè era il mio compleanno ho trovato un bel regalo: ora che ho la diagnosi di Sclerosi Multipla Recidivante Remittente mi visitano all'Ambulatorio Sclerosi e non più in Neurologia e mi hanno cambiato medico. Ora mi segue la dottoressa C. e ne son più che felice. Non che abbia qualcosa contro la dottoressa B. che mi seguiva prima, ma la dottoressa C. mi fa sentire più tranquilla. In più, è a lei che si deve il fatto che il Valduce stia diventando Centro di Sperimentazione per il Metodo Zamboni: questo, ai miei occhi, vale parecchi punti. Altri punti li ha guadagnati quando le ho chiesto, appunto, della sperimentazione e di come mai non sono andati avanti con l'Aism-Fism come sembrava dovessero fare lo scorso anno: "noi non siamo né pro né contro nessuno, ma se vogliamo fare sperimentazione scientifica dobbiamo farla correttamente" è stata la sua risposta. Non è strettamente pro-Zamboni ma vuole capire come stanno le cose: per capirle deve seguire delle procedure. Le procedure sono quelle di Zamboni, quindi segue quelle.
Tanto di cappello alla dottoressa C.
Ribadisco di non avere nulla contro la dottoressa B. che mi ha seguito fin'ora, ma tanto per intenderci quando le chiesi il suo parere sul discorso Zamboni lei, specializzanda fino a due mesi prima, se ne uscì dicendo testuali parole: "adesso questo se ne salta fuori che è colpa delle vene... se risulta che la SM è un problema angiologico e non neurologico vuol dire che noi neurologi non abbiamo mai capito un caz.....volo!" (Lì la mia risposta uscì praticamente da sola:"Dottoressa, con ogni probabilità ci fu chi rise in faccia anche a Fleming ed alla sua muffa, ma senza non avremmo avuto la penicillina...").
Comunque, la visita non ha evidenziato niente di nuovo rispetto all'altra volta (la visita di dimissioni dopo il secondo attacco me l'aveva fatta sempre la dottoressa C.) e per quanto riguarda i dolori alla mano mi ha consigliato di farmi vedere dal mio medico curante per fissare una visita specialistica perchè secondo lei non è un problema prettamente legato alla SM ma c'è dell'altro. E ri-vabbè... annàmo bbene.

domenica 30 gennaio 2011

Brianza, 350 km più in giù...

Seguo con interesse la pubblicazione su Flickr delle foto che fa Paolo Nespoli, l'astronauta italiano in missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ci sono certe immagini magnifiche: foto notturne dell'Italia con i puntini di luce delle grandi città,

 zoomate su oceani con acque limpidissime,

tramonti con la curvatura dell'orizzonte,

il Gran Sasso innevato,

la Piana di Giza...

 Una foto di Bellagio e del centro del Lario.


 Il sorgere della Luna.

Como.


Certo, la missione MagISStra non è mica su solo per scattar fotografie... ma quando il buon AstroPaolo, come si firma su Twitter, se ne esce fuori con una chicca come questa intitolata "Buongiorno Brianza!" come si fa a non ringraziarlo sorridendo?